IERI SERA HO VISTO PINO

Avevo una mia canzone in programma sul digitale terrestre ma ho preferito vedere tutto il concerto dedicato a Daniele. Ubi maior minor cessat. In questo caso meglio dire “cessar”. Pochi concetti e qualche ricordo. Visti i commenti di molti amici e conoscenti, musicisti ed artisti napoletani e non, è quasi inutile esprimerne un altro. Voglio però dire qualcosa che non ho visto nei commenti. ‘E sbagliato ammassare una quantità di artisti pur bravi nei loro repertori per fare delle cover di un artista immenso, difficilmente imitabile. Alcuni dei migliori hanno fatto proprio una magra figura. Per altro per cantare bene le canzoni napoletane ci vuole un napoletano che sappia parlare bene il dialetto. Quindi è preferibile, per cercare di onorare al meglio un artista scomparso, preparare in suo onore un brano proprio, come pochi hanno fatto. Pino avrà detto “ma chi ce li ha mandati”. Il popolo dello stadio, distratto dall’evento e dalla ricorrenza, vi era anche uno scopo benefico, ha perdonato ed ha ammirato nel suo complesso il tributo, pur se organizzato con molta approssimazione. Un consiglio indirettamente va anche ai giovani musicisti che fanno cover e ce ne sono tanti. Meglio qualche umile brano di loro composizione ma sentito, che non una cover di un grande artista mal interpretata. Alla fine del concerto sul palco del Sanpaolo ho visto alcuni musicisti che ho conosciuto personalmente ed in particolare mi ha destato emozione rivedere Roberto Giangrande, cognato del grande artista, che suonò con lui nei primi tempi, ottimo bassista ed uomo perbene, con il quale ho avuto il piacere di suonare alla fine degli anni settanta. Nella sua casa di Piazza Medaglie d’Oro al Vomero ebbi la fortuna e l’onore, tra l’altro, di conoscere e trattenermi proprio con Pino Daniele.

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