FACEBOOK: ONERI E ONORI

Permettetemi di soffermarmi, un attimo, cari amiche ed amici di FB, su questo social network e particolarmente sulla nostra propensione ad intervenire o no in conversazioni o piccoli dibattiti che si aprono quotidianamente.  Lo scopo primario, se vogliamo, è di essere in qualche modo presenti e di trasmettere, ognuno nel gruppo (grande o piccolo) di amici le proprie idee, i propri prodotti culturali e materiali, osservando quelli altrui, come avviene in una piccola o grande comunità. Chi, infatti, non vuole partecipare, resta a casa, o non si iscrive ad un social. Quindi sostengo che è preferibile, laddove si ritiene, intervenire, non solo con un “mi piace” e, ancora meglio, proporre temi propri, anche se modesti, più che condividere messaggi altrui, a volte stupidi, maldicenti, senza un minimo di approfondimento, e persino osceni o violenti.  Da un lato bisognerebbe comprendere che non ci si può, non essendo in casa propria, abbandonare a qualsiasi cavolata, né, per converso, illudersi di essere dei nuovi profeti ma confrontarsi, nel limite del possibile, con tutti, nel rispetto della propria e dell’altrui dignità.