Cantafestivalgiro – Brani presentati

L’ultima delle dieci canzoni presentate al Cantafestivalgiro di Mario Serafino, che continuano a vedersi sui canali Sky.
Un grazie a Mario per il suo invito ed un grazie ad Andy Hill Micarelli che ha interpretato magistralmente questo mio
brano di qualche anno fa, nuovamente arrangiato per l’occasione.

Il breve racconto di un femminicidio di una ragazza di 18 anni che lascia al mondo ricordi e sogni, sorrisi, amore, dolcezza e favole, in una magistrale interpretazione di Andy Hill Micarelli con Federica Carducci

Quando la canzone diventa cronaca

Gioventù svanita……purtroppo

Eccomi, dopo 40 anni…..

Il mare scuro di sera con un po’ di fantasia è lo stesso in ogni città e può ricordare anche la nostra lontana.
E nell’ora che il cuore si intenerisce vengono fuori ricordi personali e considerazioni sulla vita.

“L’ho rivista” Il paradigma di un amore non più possibile di cui resta, però, forte il ricordo.
Un’altra superba interpretazione di Andrea Belisari del
Conservatorio Statale di Musica “L. D’Annunzio” Pescara

“Napule nunn’è” Un’immagine diversa di Napoli, fuori dai soliti stereotipi. Una città accogliente, che soffre e che lavora e che non ha avuto mai paura.

“Il tempo perduto” Il desiderio di trovare un castello fatato dove poter cambiare il nostro passato, vivere “la vita in modo diverso nella speranza e fiducia persa”.

“Ciro bello ‘e mamma” E’ la storia di Ciro Lettieri, quattordicenne di Cercola, che a metà dicembre ‘78 morì sotto una pressa. Non il primo ma purtroppo nemmeno l’ultimo degli incidenti sul lavoro, spesso a causa del lavoro nero.

TROPPA GRAZIA SANT’ANTONIO…

Lino Gallo, eccentrico chitarrista negli anni ’70, col quale ebbi il piacere di suonare, ora affermato architetto, mi ha definito ieri, nell’augurarmi buon onomastico “il cantore dei nostri tempi”. Per chi fa musica inedita di confine (tra spettacolo e realtà) è un piacere ricevere apprezzamenti giusti. Ormai, dopo circa dieci anni che ho ripreso a fare canzoni, ho incontrato sulla mia strada, come prevedibile, diversi ostacoli. Concorsi truccati dove hanno bollato miei brani, musicisti che hanno avuto, diciamo, paura di suonarli o di cantarli, alcuni giornali e radio che si sono rifiutati di pubblicizzarli. Per altro verso ho trovato, nel mio piccolo, diversi riconoscimenti. Non sto qui ora ad elencare ma voglio solo ricordare gli appuntamenti per ascoltare le mie canzoni. Il Cantafestivalgiro di Mario Serafino oggi fa ascoltare, come ogni giovedì due miei brani. Alle 12,09 sul canale 828 della piattaforma Sky, con copertura europea, “Napule nunn’è” cantato da Giovanni Principe e Federica Carducci, in onda già ieri alle ore 1,09. Stasera alle 21, su Canale Italia 161 della digitale terrestre nazionale ci sarà il gradito ritorno di Andy Micarelli che interpreterà in un video “Ore 23” e giovedì prossimo “Le nostre città”. Radio Speranza di Pescara mi fa spesso l’onore di trasmettere le mie canzoni nel Programma di Annapaola Di Ienno del martedì ore 9,30 e 19,03 e della domenica alle 18,50.

IERI SERA HO VISTO PINO

Avevo una mia canzone in programma sul digitale terrestre ma ho preferito vedere tutto il concerto dedicato a Daniele. Ubi maior minor cessat. In questo caso meglio dire “cessar”. Pochi concetti e qualche ricordo. Visti i commenti di molti amici e conoscenti, musicisti ed artisti napoletani e non, è quasi inutile esprimerne un altro. Voglio però dire qualcosa che non ho visto nei commenti. ‘E sbagliato ammassare una quantità di artisti pur bravi nei loro repertori per fare delle cover di un artista immenso, difficilmente imitabile. Alcuni dei migliori hanno fatto proprio una magra figura. Per altro per cantare bene le canzoni napoletane ci vuole un napoletano che sappia parlare bene il dialetto. Quindi è preferibile, per cercare di onorare al meglio un artista scomparso, preparare in suo onore un brano proprio, come pochi hanno fatto. Pino avrà detto “ma chi ce li ha mandati”. Il popolo dello stadio, distratto dall’evento e dalla ricorrenza, vi era anche uno scopo benefico, ha perdonato ed ha ammirato nel suo complesso il tributo, pur se organizzato con molta approssimazione. Un consiglio indirettamente va anche ai giovani musicisti che fanno cover e ce ne sono tanti. Meglio qualche umile brano di loro composizione ma sentito, che non una cover di un grande artista mal interpretata. Alla fine del concerto sul palco del Sanpaolo ho visto alcuni musicisti che ho conosciuto personalmente ed in particolare mi ha destato emozione rivedere Roberto Giangrande, cognato del grande artista, che suonò con lui nei primi tempi, ottimo bassista ed uomo perbene, con il quale ho avuto il piacere di suonare alla fine degli anni settanta. Nella sua casa di Piazza Medaglie d’Oro al Vomero ebbi la fortuna e l’onore, tra l’altro, di conoscere e trattenermi proprio con Pino Daniele.

POSTARE O NON POSTARE QUESTO E’ IL PROBLEMA

E’ meglio restare nell’anonimato e guardare solo quello che avviene sui social o è preferibile postare le proprie idee e commentare quelle degli altri? Certo che se si fa parte, in qualche modo, del villaggio globale non si può rimanere nell’anonimato facendo la figura del guardone. Ma anche una sovraesposizione con interventi a volte inutili non è strada da seguire. La nostra propensione a partecipare a conversazioni o piccoli dibattiti che si aprono quotidianamente non è errata. Lo scopo primario, se vogliamo, è di essere in qualche modo presenti e di trasmettere, ognuno nel gruppo (grande o piccolo) di amici le proprie idee, i propri prodotti culturali e materiali, osservando quelli altrui, come avviene in una piccola o grande comunità. Chi, infatti, non vuole partecipare, non si iscrive ad un social ed è un peccato poiché potrebbe dare probabilmente un contributo. Quindi è preferibile, laddove si ritiene, intervenire, non solo con un “mi piace” ma ancora meglio, proporre temi propri, anche se modesti, più che condividere messaggi altrui, a volte stupidi, maldicenti, senza un minimo di approfondimento, e persino osceni o violenti. Da un lato bisognerebbe comprendere che non ci si può, non essendo in casa propria, abbandonare a qualsiasi cavolata, né, per converso, illudersi di essere dei nuovi profeti ma confrontarsi, nel limite del possibile, con tutti, nel rispetto della propria e dell’altrui dignità. Specie chi partecipa a piccoli dibattiti politici o sul calcio, cioè temi sui quali più facile è un’opinione, anche non strettamente tecnica, non si limita ad intervenire soltanto ma pretende a volte di violentare il pensiero altrui. Partecipare non è mai male ma calpestare la dignità dell’altro osservatore è cosa grave.