COMMENTARE COMMENTI

Dopo il concerto di Vasco Rossi ho visto su Facebook una miriade di osservazioni e commenti inerenti l’artista e lo spettacolo, come capita sul social. Qualche amico mi ha anche telefonato a casa per parlare dell’avvenimento. Anche io propongo una modesta osservazione. Non sono un amante di Vasco, non per qualche motivo specifico, ma proprio per la mia diversa impostazione culturale sulla musica o canzone. Sono nato negli anni quaranta e quindi ho ascoltato prima della musica di Vasco tanta altra musica che mi ha portato a prediligere cantautori diversi da lui. Questo non vuol dire che non apprezzi la canzone di Vasco. Per altro 220.000 persone, che cantano insieme a lui tutti i suoi brani, non è cosa assolutamente da sottovalutare ma da sottolineare per dire che anche lui è un grande della canzone. Ma proprio Vasco ci fa notare, per una frase che disse alla morte di Dalla, come anche nella canzone e nella musica in generale ci sono delle gerarchie. Disse all’epoca “è andato via il capofamiglia”. Nella musica come nell’arte ci sono opere meravigliose e nella pur grandiosità di esse si può stendere una graduatoria non basata solo su simpatie soggettive ma meglio su valutazioni oggettive. Lasciando da parte la cultura e la musica in generale, mi soffermo sulla canzone. Alcuni paragoni sono improponibili anche in considerazione del mutamento dei mezzi di comunicazione di massa. Ma qualche dato obiettivo, non senza sorprese, si trova sia nella vendita dei dischi che negli spettacoli. L’album più venduto nel mondo “Thriller” di Michael Jackson, 1982, 110 milioni di copie. Il singolo più venduto “Io che non vivo” di Pino Donaggio, 1965, 80 milioni. Una classifica per gli spettacoli, tra spettatori paganti e non paganti. Il concerto di Rossi è il primo assoluto per spettatori paganti. Per quelli non paganti il più affollato è stato quello di Jean-Michelle Jarre a Mosca nel 1995 con 3.500.000 persone. Io preferisco ricordare alla folla di Modena o di Mosca quella (500.000 circa) del Central Park di New York del 1981 per Samuel e Garfangel così come è probabile che il brano “The sound of silence” sia superiore ad “Alba chiara” e alla musica elettronica di Jarre. E il concerto di Woodstock (400.000 circa) più indietro nel tempo, ma su quattro giorni, che era pieno di grandi artisti come Richie Avens, Sweetwater, Joan Baez, Santana, The Who, Joe Cocker, The Band, Crosby, Stills, Nash & Young, Jimi Hendrix, ecc. Joan Baez cantò 12 brani pur al sesto mese di gravidanza e con il marito David Harris, obiettore di coscienza, arrestato. Altri tempi