Ci risiamo… in “Centro”

LA MUSICA DI “NICCHIA” DI ANTONIO CESSARI IN UN BRANO DEDICATO ALLE DONNE E IN DUE INEDITI NAPOLETANI.
Stasera, il Cantafestivalgiro Forever 2017, della Mario Serafino Production, alle 21, sul canale 161, digitale terrestre, e in contemporanea su Radio 1 New York, in streaming, ospiterà tra gli altri il cantautore di origine serba Goran Kuzminac che interpreterà un brano di Antonio Cessari “Tangomaria”. Kuzminac, abruzzese di adozione, entrò nella RCA nel 1976 e raggiunse presto una forte notorietà vincendo nel 1978 il festival di Castrocaro con “Stasera l’aria è fresca”. Di lì una serie di successi e di dischi, di concerti e di collaborazioni artistiche di grande spessore. Ma forse non ha raccolto tutto quanto meritava, considerata in più la sua bravura come chitarrista e maestro del finger picking. Anche Cessari in quegli anni entrò nella RCA e sarebbe dovuto tornare. Preferì lavorare in banca e lasciare le speranze artistiche di cantautore da parte. Ha continuato, però, a comporre e negli ultimi anni i suoi brani sono stati interpretati da giovani e valenti artisti, particolarmente del Conservatorio di Pescara. Due sigle al Cantafestivalgiro di Mario Serafino e due successi a “Musica ControCorrente” e al “Festival degli autori di Sanremo”. Un cantautore di successo, Kuzminac, gli ha dato il piacere di interpretare un suo brano “Tangomaria”, dedicato all’infinita tolleranza delle donne, che peraltro ha vinto il premio come miglior testo nel 2016 (il video è su Youtube). Proprio il fatto di essere rimasto un funzionario di banca ha portato Cessari a creare, come compositore, uno stile personale rispondente più a canoni di vita vissuta che non a codici già tracciati. Ed in sostanza anche questa può essere una delle definizioni della musica di “nicchia”. Né per altro una musica poco accessibile perché astrusa ma piuttosto una canzone per un pubblico non numeroso e quindi una musica poco commerciale che non andrà ad interessare i grossi Festival o Talent. Questo è veramente il segno distintivo. Fino a quando una voce non si fa inquadrare ma rimane alternativa è una voce di “nicchia”. Ciò è difficile poiché chiunque ha un po’ di successo o visibilità cambia normalmente anche il genere della sua musica. Certo è arduo non essere contaminati, anche per giustificate motivazioni economiche, dal mondo fulgido della canzone “sanremese” che trascina in una musica sempre uguale a sé stessa, diventando una materia amorfa o un ammasso di colori. Una canzone deve possibilmente creare emozioni come il film che scatena la lacrima, non meravigliare con i suoi effetti, tanto meno spaventare con i suoi sballi. Questo tipo di musica o di canzone diventa quindi un’arte povera che, pur avendo un suo valore intrinseco, trascende lo stesso brano musicale e quindi non deve abbattere o spaventare i compositori se viene appellata di “nicchia”. Né deve esaltare, chi la coltiva, più di tanto da diventare un vanto di natura elitaria. Ma essere soprattutto una chiara alternativa alla canzone distraente di oggi, sia cover che quella senza grosso significato, che facilmente poi si dimentica. Ci auguriamo che aumentino i luoghi, ben riconoscibili, ora molto pochi, dove si possa dare spazio ai tanti giovani che fanno una buona musica di “nicchia”. E sarebbe interessante vedere sui canali anche secondari della Rai, di Mediaset o di Sky qualche trasmissione sulla musica non commerciale. Oltre all’appuntamento di stasera, abbiamo, per altri due giovedì, la possibilità di ascoltare ancora due brani di Antonio Cessari, questa volta in napoletano, già su Youtube. Il 15 giugno “Cucù e tettè” e il 22 “Mamma Napoli”, sempre trasmessi su Canale Italia 161, digitale terrestre, e in contemporanea streaming su Radio 1 New York. Il Cantafestivalgiro del patron Mario Serafino fa un opera meritoria da più di venti anni, dando la possibilità anche a giovanissimi artisti di esibirsi tra un gruppo di noti personaggi dello spettacolo. Il primo brano, interpretato dal diciottenne cantante-attore, Giuseppe Coppola, ci parla di un gioco di ragazzi che diviene desiderio e amore e dal quale traspare il concetto filosofico sulla caducità della felicità. Il secondo cantato dalla giovane coppia, anche in vita, Lino Flagiello e Fabiana Fisciano ci mostra il dispiacere di un figlio, verso la pur bella mamma Napoli, alla quale continua ad asciugare lacrime amare. Questi tre giovani artisti sono guidati da anni da Piero Catalano, poeta, attore e musicista, di provata tradizione napoletana e peraltro autore del testo di “Mamma Napoli”. Altri brani sono in preparazione.

Siamo in “Centro”

TANGOMARIA DI ANTONIO CESSARI – GORAN KUZMINAC – INTERVISTA RADIO 1 NEW YORK AL CANTAFESTIVALGIRO.

GORAN KUZMINAC, ARTISTA GENTILE, E LA MUSICA DI “NICCHIA” IN UN TANGO DEDICATO ALLE DONNE.
Giovedì 1 giugno, il Cantafestivalgiro Forever, 2017 della Mario Serafino Production, alle 21, sul canale 161, digitale terrestre, e in contemporanea su Radio 1 New York, in streaming, ospiterà tra gli altri il cantautore di origine serba Goran Kuzminac che interpreterà un brano di Antonio Cessari “Tangomaria”. Kuzminac, abruzzese di adozione, entrò nella RCA nel 1976 e raggiunse presto una forte notorietà vincendo nel 1978 il festival di Castrocaro con “Stasera l’aria è fresca”. Di lì una serie di successi e di dischi, di concerti e di collaborazioni artistiche di grande spessore. Ma forse non ha raccolto tutto quanto meritava, considerata in più la sua bravura come chitarrista e maestro del finger picking. Anche Cessari in quegli anni entrò nella RCA e sarebbe dovuto tornare. Preferì, però, lavorare in banca e lasciare le speranze artistiche di cantautore da parte. Ha continuato però a comporre e negli ultimi anni i suoi brani sono stati interpretati da giovani e valenti artisti. Due sigle al Cantafestivalgiro di Mario Serafino e due successi a “Musica ControCorrente” e al “Festival degli autori di Sanremo”. Solo ora un cantautore di successo, Kuzminac, che possiamo definire gentile, gli ha dato il piacere di interpretare un suo brano “Tangomaria”, dedicato all’infinita tolleranza delle donne, che peraltro ha vinto il premio come miglior testo nel 2016 (il video è su Youtube). Proprio il fatto di essere rimasto un funzionario di banca ha portato Cessari a creare, come compositore, uno stile personale rispondente più a canoni di vita vissuta che non a codici già tracciati. Ed in sostanza anche questa può essere una delle definizioni della musica di “nicchia”. Né per altro una musica poco accessibile perché astrusa ma piuttosto una canzone per un pubblico non numeroso e quindi una musica poco commerciale che non andrà quindi ad interessare i grossi Festival o Talent. Questo è veramente il segno distintivo. Fino a quando una voce non si fa inquadrare ma rimane alternativa è una voce di “nicchia”. Ciò è difficile poiché chiunque ha un po’ di successo o visibilità cambia normalmente anche il genere della sua musica. Certo è arduo non essere contaminati, anche per giustificate motivazioni economiche, dal mondo fulgido della canzone “sanremese” che trascina in una musica sempre uguale a sé stessa, diventando una materia amorfa o un ammasso di colori. Una canzone deve possibilmente creare emozioni come il film che scatena la lacrima, non meravigliare con i suoi effetti, tanto meno spaventare con i suoi sballi. Questo tipo di musica o di canzone diventa quindi un’arte povera che, pur avendo un suo valore intrinseco, trascende lo stesso brano musicale e quindi non deve abbattere o spaventare i compositori se viene appellata di “nicchia”. Né deve esaltare, chi la coltiva, più di tanto da diventare un vanto di natura elitaria. Ma essere soprattutto una chiara alternativa alla canzone distraente di oggi, sia cover che quella senza grosso significato, che facilmente poi si dimentica. Altri brani sono in uscita e ci auguriamo che aumentino i luoghi, ben riconoscibili, ora molto pochi, dove si possa dare spazio ai tanti giovani che fanno una buona musica di “nicchia”. E sarebbe anche interessante vedere sui canali anche secondari della Rai, di Mediaset o di Sky qualche trasmissione sulla musica non commerciale.