FESTIVAL E TALENT AL CONSERVATORIO

Fino a quando non ci saranno i migliori professori dei Conservatori nelle Giurie dei festival o dei talent, o perlomeno grandi musicisti non legati a Case Discografiche, queste non saranno attendibili.

Ecco perché per tutti e maggiormente per i giovani artisti vale ricordare e rileggere il testo di Pierangelo Bertoli.

A MUSO DURO

Pierangelo Bertoli

E adesso che farò, non so che dire

e ho freddo come quando stavo solo

ho sempre scritto i versi con la penna

non ordini precisi di lavoro.

Ho sempre odiato i porci ed i ruffiani

e quelli che rubavano un salario

i falsi che si fanno una carriera

con certe prestazioni fuori orario

 

Canterò le mie canzoni per la strada

ed affronterò la vita a muso duro

un guerriero senza patria e senza spada

con un piede nel passato

e lo sguardo dritto e aperto nel futuro.

 

Ho speso quattro secoli di vita

e ho fatto mille viaggi nei deserti

perché volevo dire ciò che penso

volevo andare avanti ad occhi aperti

adesso dovrei fare le canzoni

con i dosaggi esatti degli esperti

magari poi vestirmi come un fesso

per fare il deficiente nei concerti.

 

Canterò le mie canzoni per la strada

ed affronterò la vita a muso duro

un guerriero senza patria e senza spada

con un piede nel passato

e lo sguardo dritto e aperto nel futuro.

 

Non so se sono stato mai poeta

e non mi importa niente di saperlo

riempirò i bicchieri del mio vino

non so com’è però vi invito a berlo

e le masturbazioni celebrali

le lascio a chi è maturo al punto giusto

le mie canzoni voglio raccontarle

a chi sa masturbarsi per il gusto.

 

Canterò le mie canzoni per la strada

ed affronterò la vita a muso duro

un guerriero senza patria e senza spada

con un piede nel passato

e lo sguardo dritto e aperto nel futuro.

 

E non so se avrò gli amici a farmi il coro

o se avrò soltanto volti sconosciuti

canterò le mie canzoni a tutti loro

e alla fine della strada

potrò dire che i miei giorni li ho vissuti.

FACEBOOK: ONERI E ONORI

Permettetemi di soffermarmi, un attimo, cari amiche ed amici di FB, su questo social network e particolarmente sulla nostra propensione ad intervenire o no in conversazioni o piccoli dibattiti che si aprono quotidianamente.  Lo scopo primario, se vogliamo, è di essere in qualche modo presenti e di trasmettere, ognuno nel gruppo (grande o piccolo) di amici le proprie idee, i propri prodotti culturali e materiali, osservando quelli altrui, come avviene in una piccola o grande comunità. Chi, infatti, non vuole partecipare, resta a casa, o non si iscrive ad un social. Quindi sostengo che è preferibile, laddove si ritiene, intervenire, non solo con un “mi piace” e, ancora meglio, proporre temi propri, anche se modesti, più che condividere messaggi altrui, a volte stupidi, maldicenti, senza un minimo di approfondimento, e persino osceni o violenti.  Da un lato bisognerebbe comprendere che non ci si può, non essendo in casa propria, abbandonare a qualsiasi cavolata, né, per converso, illudersi di essere dei nuovi profeti ma confrontarsi, nel limite del possibile, con tutti, nel rispetto della propria e dell’altrui dignità.