La canzone “fai da te”

In questi ultimi anni, da quando ho ripreso ad interessarmi di musica, ho toccato con mano, purtroppo, le difficoltà che si riscontrano in tale campo, particolarmente poi per chi compone canzoni, come nel mio caso. L’inflazione di musica in genere e sopratutto di canzoni, che si ascoltano un po’ dovunque e a tutte le ore, sopratutto quelle vecchie. La crisi economica che è ricaduta pesantemente anche in questo settore, per cui produttori, impresari, discografici non si lasciano coinvolgere più di tanto, tranne dopo lauto compenso, persino da prodotti ben confezionati ma si fanno guidare, forse anche per pigrizia mentale, nel reperimento o scoperta di nuovi artisti, solo dai talent o da mirati concorsi abbastanza pilotati. I locali che organizzano serate con inediti sono una rarità e comunque pagano molto poco o niente. Il genere musicale cantautorale per altro non è visto di buon occhio, poichè alla canzone riflessiva si preferisce quella scanzonata e distraente. In più per chi come me, che da molti anni non canta e non suona più in pubblico, si presenta la necessità di reperire artisti ed interpreti adeguati ai brani. Infine, affinché il brano vesta l’abito giusto ed anche per confrontarsi, è necessario avere la collaborazione di un arrangiatore. Proprio per dissociarsi dal marasma della musica dei nostri giorni e credendo, nel proprio piccolo, al prodotto che si va confezionando, non solo per me ma per la gran parte di coloro che fanno canzoni, è indispensabile seguire personalmente il lavoro dall’inizio, cioè dalla composizione, fino all’uscita in pubblico, occupandosi anche della pubblicazione degli eventuali cd o di quella on line e persino dell’organizzazione di relative serate di presentazione. In effetti è molto bello, stare dietro alla propria creatura dalla nascita fino alla completa maturità ma anche oltre, come un buon padre di famiglia, ed essere fiero anche delle misurate soddisfazioni che può offrire un brano che non passa tra le folli esultanti ma distratte ed i suoni assordanti ma  piuttosto nei piccoli ritrovi dove è più facile sentirlo e gustarlo, forse approfondendone il significato. Il prodotto, a questo punto, si può, quindi, tranquillamente chiamare una canzone “fai da te”.